“Con il vero Toscano si Può”: l’evento a Firenze lancia la stagione agrituristica 2017

da: 04 aprile 2017 - a: 04 aprile 2019 - FIRENZE (FI)

I numeri parlano chiaro: su 22.300 agriturismi presenti in Italia ben 4.300 si trovano in Toscana, quasi uno su quattro, con presenze che nel 2016 hanno toccato 11,3miloni di ospiti dei quali ben 3.4 milioni nella nostra regione.  Questo è quanto è emerso ieri 3 Aprile a Firenze durante giornata evento “Con il vero Toscano si Può”, organizzata da Terranostra-Campagna Amica e Coldiretti a pochi giorni dalla Pasqua.
 
Presso Palazzo Sacrati Strozzi, Diego Scaramuzza e Tony De Amicis, rispettivamente Presidente e  Direttore nazionale di Terranostra, hanno incontrato – insieme agli imprenditori agrituristici provenienti da tutta la regione - l’Assessore all’Agricoltura Marco Remaschi. A guidare la mattinata Simone Ferri Graziani, vice-presidente nazionale di Terranostra.
 
Una giornata per riflettere sugli strumenti necessari per conquistare il mercato e consumatori sempre più attenti e consapevoli, tenendo presente che il giro di affari del settore agrituristico toscano è stimato in 270milioni di euro e genera occupazione per circa 10.000 persone.
Numeri ricordati nell’introduzione di Antonio De Concilio – Direttore Coldiretti Toscana, che ha aggiunto: “In un territorio così ricco e vario,  l’agriturismo non poteva che scommettere sulla distintività di una tavola “doc”, con poche concessioni e solo  per ingredienti complementari (irreperibili o quasi in Toscana): un’apertura che agevola  il lavoro degli operatori, senza intaccare il principio della toscanità delle preparazioni, fiore all’occhiello della cucina agrituristica regionale. Per questo giudichiamo positivamente il lavoro fatto dalla Regione che, nel restyling della normativa, non ha perso di vista la difesa dell’origine e del territorio. Adesso ci attendiamo lo stesso impegno per promuovere e far conoscere questo importante valore ai consumatori, attraverso una adeguata campagna di comunicazione”.
 
A seguire l’intervento di Diego Scaramuzza, Presidente Terranostra nazionale: “La  società è attraversata da cambiamenti profondi che progressivamente hanno portato all’affermazione di nuovi stili di vita, nuove abitudini alimentari e nuovi valori. Di questi mutamenti l’offerta agrituristica italiana deve tenere conto. Per rimanere un fenomeno di successo, l’agriturismo non può lasciarsi sedurre dalla tendenza diffusa (ma suicida!) ad appiattirsi su modelli “commerciali” che finiscono per appannarne la diversità e le potenzialità proprie dell’accoglienza in campagna.  L’agriturismo è un’altra cosa. Campagna Amica propone un’offerta agrituristica autentica, rigorosa, coerente, fortemente legata alla cultura tradizionale e a comportamenti etici e responsabili sia sul piano della produzione sia sul piano dell’erogazione dei servizi”.
 
Sul tema della istintività si è soffermato anche Toni De Amicis, Direttore Terranostra nazionale: “Terranostra, licenziataria del marchio Agriturismo di Campagna Amica e associazione giuridicamente riconosciuta a tutela dell’ambiente,  ha prima di tutto un compito: dare  forza e valore all’agriturismo DOC italiano, quello autentico, di qualità, sostenibile. Il suo ruolo è quello di riuscire a travasare l’importante patrimonio, fatto di distintività e trasparenza,  racchiuso nella rete Campagna Amica, conosciuta da oltre 10 milioni di persone e partecipata da oltre 10.000 agricoltori, nell’offerta di un turismo di campagna di qualità e sinonimo di vacanza sostenibile.”
 
A ricordare il valore dell’agriturismo Made in Tuscany ci ha pensato anche Andrea Landini, Presidente Terranostra Toscana: “In Toscana ci siamo impegnati a perseguire la massima valorizzazione della somministrazione pasti alimenti e bevande puntando sull’origine dei prodotti e delle preparazioni. La normativa regionale contribuisce a rafforzare i valori etici e di qualità racchiusi nel marchio  Campagna Amica, che sono considerati vincenti per poter intercettare  il  pubblico più attento e qualificato, considerato il target di riferimento dell’agriturismo. È stata una battaglia difficile che ha garantito nuove interessanti opportunità di crescita e sviluppo alle imprese e ha consentito ai consumatori di poter apprezzare il legame autentico che stringe l’agricoltura al territorio”.
È stata poi la volta di Marco Remaschi, Assessore all’Agricoltura della Regione Toscana: “Noi puntiamo sulla qualità, è questa la nostra parola d’ordine legata a un’identità territoriale e alla consapevolezza dell’agricoltore toscano, insieme alla rappresentatività di un territorio e di un paesaggio fantastici che troviamo nelle nostre produzioni. Fare agricoltura da noi è più complesso, più costoso e quindi dobbiamo puntare su produzioni che siano riconosciute di grande valore a livello locale e internazionale. Dobbiamo lavorare sul consumo consapevole, sulla formazione e informazione e su quello che ci è riconosciuto a livello mondiale: il brand Toscana che è un marchio che dà un qualcosa in più. Su questo non possiamo prendere scorciatoie. Dobbiamo essere seri e fare in modo che le nostre produzioni siano sempre all’altezza della richiesta di mercato”.
 
Le conclusioni della importante giornata sono state svolte da Tulio Marcelli, Presidente Coldiretti Toscana: “A sette anni di distanza dall’approvazione della legge agrituristica che ha modificato profondamente l’offerta toscana, è fondamentale riflettere sulle strategie da adottare per consolidare l’appeal di un settore che, nonostante la crisi, ha continuato a mettere a segno performance positive e interessanti. Dal 2010 ad oggi è aumentata l’offerta dei servizi che, grazie agli strumenti normativi, ha potuto diversificarsi e arricchirsi. Ed è aumentato il pubblico che, attratto da modi di vivere sostenibili, etici e responsabili, approfitta dei momenti di relax e riposo per approfondire la conoscenza del territorio. Campagna Amica ha saputo intercettare questi nuovi bisogni e ha funzionato, anche in Toscana, come cassa di risonanza per la promozione dell’agriturismo”.
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