Agriturismo punta di diamante del turismo toscano, con performance superiori a quelle degli hotel di lusso

da: 15 giugno 2016 - a: 15 giugno 2018 - FIRENZE (FI)

Secondo uno studio condotto da Irpet l’agriturismo, al pari degli hotel 5 stelle, è considerato uno dei segmenti più dinamici della ricettività toscana. L’analisi fa focus sul sostegno, da parte del comparto agriturismo, all’economia e all’occupazione della regione nonostante la crisi, ponendo l’accento sulla natura di tale successo, che va ricercata nel fascino esercitato dalla vacanza in fattoria, un must della Toscana proposto da oltre 4000 aziende.

 

Lo studio condotto da Enrico Conti mette in evidenza il ruolo anti-ciclico che ha caratterizzato il settore turistico rispetto ad altri comparti economici. Se dal 2007 al 2014 l’economia toscana ha fatto registrare un calo del -5% del PIL, -27 mila occupati e – 45 miliardi di investimenti, il turismo è cresciuto complessivamente di oltre il 20% in termini di presenze fino a  rappresentare il 13% dei consumi interni e a pesare per il 6.3% sul PIL, con riflessi importanti sul mercato del lavoro che, tra il 2009 ed il 2015, ha contribuito a creare oltre 11.000 posizioni di lavoro strutturate in più.  

 

Nel 2015 le presenze turistiche in Toscana hanno sfiorato la cifra record di 45 milioni, collocandola al 10° posto su 281 regioni europee e al 2° posto in Italia, con oltre 8 miliardi di spesa turistica generata.

 

A rendere possibile tale risultato è anche il forte appeal di questa terra verso i mercati esteri (che hanno sostenuto il settore anche durante i periodi più bui della crisi), tanto che dal 2005 al 2014 le presenze straniere sono cresciute addirittura del +30%.  Tra i punti di forza del turismo toscano, ricorda lo studio, ci sono gli Agriturismi che dal 1997 al 2014 hanno fatto registrare performance di crescita più che notevoli (+342%), battendo addirittura i 5 stelle (+340%) in termini di presenze. Appaiono invece in difficoltà le strutture che si collocano nelle categorie più basse. L’accoglienza in azienda agricola sembra avere dunque un ruolo trainante all’interno del settore, fornendo la giusta risposta alle necessità di un turismo sempre più esigente. “Siamo coscienti della capacità di attrazione dell’agriturismo, che, da tempo, siamo impegnati a migliorare e a qualificare. I nostri operatori oggi hanno saputo diversificare, creare occasioni interessanti di svago, opportunità di divertimento per tutti: giovani, famiglie, bambini. Proprio l’autenticità e la ricchezza del mondo agricolo sono la calamita che ha fatto crescere negli anni i numeri degli ospiti nelle strutture della nostra regione”, spiega il presidente Andrea Landini. “Ci auguriamo che proprio il valore e l’importanza raggiunti nell’immaginario collettivo dal settore siano spesi sempre meglio dalla Regione Toscana per rafforzare l’immagine di un territorio prestigioso, in Italia e all’estero”.

 

“Da anni mancano investimenti per sostenere l’agriturismo, che ha saputo muoversi e viaggiare con le sue gambe, lavorando sulla qualità”, aggiunge il direttore Antonio De Concilio: “Riteniamo che sia giunto il momento di prevedere azioni importanti, coinvolgenti delle rappresentanze del settore, nel prossimo strumento di pianificazione promozionale. L’agriturismo conta, non è giusto che resti “in panchina” quando si parla di programmazione e investimenti”.

 

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