LATTE: SCATTA L’OBBLIGO DI TRASPARENZA IN ETICHETTA. E IL MADE IN ITALY VALE FINO AL 20% IN PIU’

da: 31 maggio 2016 - a: 31 maggio 2018 - MILANO (MI)

Un risultato storico per allevatori e consumatori che nella metà dei casi sono disposti a pagare il vero Made in Italy alimentare fino al 20% in più, ma c’è addirittura un 12% che è pronto a spendere ancora di più pur di avere la garanzia dell’origine nazionale. E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel commentare il via libera all’obbligo di indicare in etichetta la provenienza del latte e dei suoi derivati annunciato dal premier Matteo Renzi e dal Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina in occasione della Giornata nazionale del latte Italiano a Milano, concomitante al Milk World Day indetto dalla Fao.

 

 

Un risultato che risponde alle esigenze di trasparenza degli italiani, che secondo la consultazione pubblica online del Ministero dell’agricoltura, in più di 9 casi su 10 – sottolinea Moncalvo - considerano molto importante che l’etichetta riporti il Paese d’origine del latte fresco (95%) e dei prodotti lattiero-caseari quali yogurt e formaggi (90,84%), mentre per oltre il 76% lo è per il latte a lunga conservazione. Un risultato che - continua Moncalvo - arriva a undici anni esatti dall’introduzione dell’obbligo di indicare l’origine per il latte fresco fortemente voluto dalla Coldiretti anche per sostenere i consumi di un alimento fondamentale nella dieta degli italiani. Con l’etichettatura di origine - precisa Moncalvo - si dice finalmente basta all’inganno del falso Made in Italy che riguarda tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro venduti in Italia sono stranieri mentre la metà delle mozzarelle sono fatte con latte o addirittura cagliate provenienti dall'estero, ma nessuno lo sa perché non è obbligatorio riportarlo in etichetta.

 

 

Etichette trasparenti dunque per latte, formaggi e yogurt che – sottolinea la Coldiretti - sono garantiti a livelli di sicurezza e qualità superiore grazie al sistema di controlli realizzato dalla rete di veterinari più estesa d’Europa. Prodotti che hanno imposto a livello comunitario la propria leadership: sono ben 49 infatti i formaggi a denominazione di origine realizzati sulla base di specifici disciplinari di produzione.

 

 

A essere tutelati sono anche i consumatori italiani che hanno acquistato nel 2015 - secondo una analisi della Coldiretti - una media di 48 chili di latte alimentare e 20,7 chilogrammi di formaggio a persona, posizionandosi per questi ultimi, al settimo posto su scala mondiale dopo francesi (25,9 chilogrammi a testa), islandesi, finlandesi, tedeschi, estoni e svizzeri. L’obbligo di indicare l’origine in etichetta - continua la Coldiretti - salva dall’omologazione l’identità di ben 487 diversi tipi di formaggi tradizionali censiti a livello regionale territoriale, e tutelati perché realizzati secondo regole tramandate da generazioni, che permettono inoltre di sostenere la straordinaria biodiversità delle razze bovine allevate a livello nazionale.

 

 

Ma l’obbligo di trasparenza in etichetta - conclude la Coldiretti - permetterà di sostenere 120mila posti di lavoro nell’attività di allevamento da latte, responsabili di un fatturato pari a 28 miliardi, che costituisce la voce più importante dell’agroalimentare italiano dal punto di vista economico. Un provvedimento che conferirà nuova linfa anche al’immagine del Made in Italy, contrastano l’agropirateria internazionale che sui mercati esteri pesa ben 2,3 miliardi.

 

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