Pizza, confermata candidatura Unesco

da: 07 marzo 2016 - a: 07 marzo 2017 - ROMA (RM)

"La candidatura della pizza a patrimonio immateriale dell’umanità tutela un settore che vale 10 miliardi di euro, ma soprattutto un simbolo dell’identità nazionale". E’ quanto afferma il Presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo, in riferimento alla riunione della Commissione di valutazione nazionale per l’Unesco che ha confermato la candidatura dell’arte dei pizzaioli di Napoli, come patrimonio dell’umanità.
"Con questo importante risultato è stata fatta - ha sottolineato Moncalvo - una mobilitazione straordinaria nel weekend, con lo scopo di raccogliere le firme nei mercati di Campagna Amica lungo tutta la Penisola, con l’obiettivo di  raggiungere 1 milione di firme da presentare il 14 marzo a Parigi, dove si incontrerà la Commissione Internazionale per valutare l’ingresso nella Lista Unesco del patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Sono almeno 100 mila i lavoratori fissi nel settore della pizza, ai quali se ne aggiungono altri 50 mila nel fine settimana, secondo i dati dell’Accademia Pizzaioli.

Non è un caso che oggi il 39% degli italiani ritiene che la pizza sia il simbolo culinario dell’Italia, secondo un sondaggio del sito Coldiretti e che la pizza sia la parola italiana più conosciuta all’estero con l’8%, seguita dal cappuccino (7%), dagli spaghetti (7%) e dall’espresso (6%), secondo un sondaggio on line della Società Dante Alighieri.
Ogni giorno solo in Italia si sfornano circa 5 milioni di pizze, per un totale di 1 miliardo e mezzo all’anno anche se i maggiori “mangiatori” sono diventati gli Stati Uniti, che fanno registrare il record mondiale dei consumi con una media di 13 kg per persona all’anno, quasi il doppio di quella degli italiani, che si collocano al secondo posto con una media di 7,6 kg a testa. Una domanda che, nelle circa 63mila pizzerie e locali per l’asporto, taglio e trasporto a domicilio, da lavoro complessivamente ad oltre 150mila persone. 

L’arte dei pizzaiuoli napoletani sarebbe il settimo “tesoro” italiano ad essere iscritto nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’Unesco.

L’elenco tricolore comprende anche:
  • L’Opera dei Pupi (iscritta nel 2008)
  • Il Canto a Tenore (2008)
  • La Dieta Mediterranea (2010)
  • L’Arte del violino a Cremona (2012)
  • Le macchine a spalla per la processione (2013)
  • La vite ad alberello di Pantelleria (2014).
Accanto al patrimonio culturale immateriale, l’Unesco ha riconosciuto nel corso degli anni, anche un elenco di siti, e proprio l’Italia è lo stato che ne vanta il maggior numero a livello mondiale. Significativamente però gli ultimi elementi, ad essere iscritti negli elenchi, dallo Zibibbo di Pantelleria, alla Dieta Mediterranea, fanno riferimento al patrimonio agroalimentare Made in Italy, a testimonianza della sempre maggiore importanza attribuita al cibo, scelto come tema-simbolo dell’Expo 2015. E non è un caso che proprio ad Expo, il 25 giugno 2015 l’Italia ha conquistato il record mondiale ufficiale di lunghezza della pizza di 1595,45 metri, che è stato iscritto Guinness World Records.

Per festeggiare la decisione italiana di candidare la pizza a patrimonio immateriale dell’Unesco, è stata sfornata la prima pizza petalosa 100% italiana. Si tratta della prima pizza di primavera dedicata alla donna con fiori commestibili (viola del pensiero, viola cornuta, bocca di leone, calendula), e con tutti ingredienti italiani, dalla farina al pomodoro, dall’olio alla mozzarella, realizzata dalle agrichef Stefania Nobili dell’agriturismo Casa Minelli di Pavullo nel Frignano (Modena) e Nazzarena Ferretti dell’azienda agricola Il Filo della Polenta di Reggio Emilia.
 
 
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